Con pochi homegrown si abbassa soltanto il tetto degli iscritti

In Premier League ogni club può inserire al massimo 25 giocatori nella lista, e di questi non più di 17 possono essere non homegrown. Siccome la regola mette un tetto ai giocatori non homegrown, per un club che ha pochi homegrown si abbassa semplicemente il numero massimo di giocatori iscrivibili, senza alcuna sanzione. Gli under 21 (per la stagione 2026/27, i nati dal 1º gennaio 2005 in poi) non devono essere inseriti in lista e possono giocare in campionato senza limiti di numero, per cui in una stagione possono scendere in campo più di 25 giocatori. A prescindere dalla nazionalità, è homegrown chi è stato tesserato per tre stagioni (o 36 mesi) con club inglesi o gallesi entro la fine della stagione in cui ha compiuto 21 anni. Più avanti spiego quando va consegnata la lista e in quali casi, in Champions League, un giocatore può non risultare homegrown.

Se un club ha meno di otto homegrown, il tetto della sua lista diventa 17 più il numero dei suoi homegrown. Con sei, può iscriverne al massimo 23. Secondo Sky Sports, nella lista consegnata dal Tottenham nel febbraio 2020 c'erano solo quattro homegrown, e a norma di regolamento il tetto sarebbe stato di 21. Nel 2026/27 il Liverpool ha esattamente otto homegrown sui suoi 25 iscritti.

Gli under 21 possono giocare anche fuori dalla lista

L'età per essere under 21 si calcola al 1º gennaio dell'anno in cui comincia la stagione, quindi un giocatore nato a gennaio 2005 resta under 21 anche se compie 22 anni a stagione in corso. Negli elenchi ufficiali della Premier League, la lista del Manchester United è di 23 giocatori, e Kobbie Mainoo e Leny Yoro compaiono nell'elenco separato degli under 21. Chi non è più under 21 deve entrare nella lista e, se non è homegrown, occupa uno dei 17 posti per i non homegrown.

Lo status di homegrown dipende dai tesseramenti fino ai 21 anni

Il regolamento della lega definisce homegrown il giocatore che, a prescindere da nazionalità ed età, è stato tesserato per un totale di tre stagioni o 36 mesi con club affiliati alla federazione inglese o a quella gallese prima del 21º compleanno (o entro la fine della stagione in cui compie 21 anni). Non deve per forza venire dal settore giovanile del club attuale, e i periodi di tesseramento presso qualsiasi club inglese o gallese si sommano.

Visto che la nazionalità non conta, anche uno straniero può essere homegrown. Negli elenchi ufficiali della Premier League per il 2025/26, David Raya, William Saliba e Gabriel Martinelli dell'Arsenal erano segnati come homegrown. Le regole di iscrizione della Premier non prevedono quote per nazionalità. Per i giocatori stranieri che hanno bisogno di un nuovo permesso di soggiorno per lavorare nel Regno Unito ci sono poi due passaggi separati: il GBE, il nulla osta della FA, e l'esame del governo britannico sul diritto di soggiorno.

Il criterio vale allo stesso modo per chi ha lasciato l'Atlético. Conor Gallagher è arrivato all'Atlético dal Chelsea nell'agosto 2024 e a gennaio 2026 è passato al Tottenham. Nella lista 2026/27 del Tottenham è segnato come homegrown. Dato che il criterio guarda ai tesseramenti fino ai 21 anni, l'anno e mezzo trascorso in Spagna non incide.

La lista serve per le partite di campionato dopo la chiusura del mercato estivo

Essere in lista, o essere under 21, è richiesto per le partite di campionato giocate dalla chiusura del mercato estivo alla fine della stagione. Dall'avvio del campionato ad agosto fino alla chiusura del mercato si può giocare anche senza comparire in lista. Richarlison, per esempio, non figura nella lista 2026/27 del Tottenham pubblicata dalla Premier League, ma era titolare alla prima giornata contro il Brentford, giocata prima della chiusura del mercato.

La lista si consegna due volte l'anno, subito dopo la chiusura del mercato estivo e dopo quello invernale. Per modificarla a mercato chiuso serve l'autorizzazione del consiglio di amministrazione della lega.

Chi resta fuori dalla lista è escluso soltanto dalle partite di campionato della Premier. Secondo quanto riportato, Richarlison ha conservato il diritto di giocare la Coppa di Lega inglese. Per le altre competizioni, la possibilità di scendere in campo dipende dal regolamento di ciascuna.

In Champions League lo stesso giocatore può non risultare homegrown

Anche la Champions League ha un tetto di 25 giocatori e una quota di otto posti legata alla formazione. Secondo il regolamento 2026/27 della competizione, almeno otto dei 25 posti in lista vanno lasciati a giocatori formati localmente, e se un club non arriva a otto il limite della sua lista scende di conseguenza.

Le due regole differiscono su quando comincia il periodo di tesseramento che conta e su quali club vengono presi in considerazione. La UEFA verifica se il giocatore è stato tesserato per tre stagioni (o 36 mesi) con il club attuale o con club della stessa federazione tra la stagione in cui compie 15 anni e quella in cui ne compie 21. I club inglesi e quelli gallesi non vengono messi insieme. Ben Davies, per esempio, è homegrown nella lista di Premier League 2026/27 del Tottenham, ma nel 2020 Sky Sports spiegava che Davies, cresciuto nello Swansea, club gallese, non rientrava tra gli homegrown secondo le regole UEFA.

In Champions esiste poi un'altra lista, in cui si possono iscrivere giocatori under 21 senza limiti di numero. Riguarda, tra gli altri, i nati dal 1º gennaio 2005 in poi che, dopo aver compiuto 15 anni, hanno avuto per due anni di fila il diritto di giocare con il club.

Nella Liga pesano sulle iscrizioni la quota extracomunitari e il LCPD

Anche nella Liga un club di Primera División può iscrivere al massimo 25 giocatori in prima squadra, lo stesso numero della Premier. Ma l'articolo 22 del regolamento delle competizioni della RFEF, la federcalcio spagnola, fissa una quota di nazionalità con un massimo di tre extracomunitari e non prevede requisiti sul numero di homegrown come quelli della Premier League. Le regole sugli extracomunitari sono messe a confronto nell'articolo sui cinque grandi campionati.

L'altro fattore che pesa sulle iscrizioni è il LCPD, il tetto della Liga al costo della rosa. È la cifra che un club può spendere nella stagione in corso, come risulta dopo il mercato estivo, e comprende i costi del personale del settore giovanile oltre a quelli della prima squadra. Per l'Atlético, a settembre 2026 il limite per il 2026/27 era di circa 361,29 milioni di euro. Per iscrivere un giocatore nuovo, un club deve avere all'interno di questo limite un margine utilizzabile per le iscrizioni, oppure rientrare in uno dei casi particolari previsti dalle norme. Il funzionamento del LCPD è spiegato più nel dettaglio nell'articolo sul fair play finanziario e sulle regole economiche della Liga.

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