Per giocare in Premier serve il GBE, il nulla osta della FA

Per giocare in Premier League, un calciatore che non ha né la cittadinanza britannica né quella irlandese ha bisogno di un nulla osta della federazione inglese, la FA, chiamato GBE, a meno che non abbia, per esempio, la residenza permanente nel Regno Unito. Il GBE è una pratica separata dal visto del ministero dell'Interno britannico. Con i criteri 2026/27 della FA, il giocatore che non lo ottiene in automatico grazie alla percentuale di presenze in nazionale viene valutato a punti: con 15 o più passa, e con un punteggio fra 10 e 14 la sua pratica può, in alcuni casi, finire davanti a una commissione per le eccezioni. Chi ha passato i 12 mesi precedenti alla domanda nello stesso club di uno dei cinque grandi campionati, giocando almeno il 30% dei minuti, arriva a 18 punti o più anche senza presenze in nazionale. Per un giocatore dell'Atlético il conto dà 17 punti o più se in quei 12 mesi è andato in distinta in una partita di campionato o di coppa continentale, se anche nella stagione precedente è andato in distinta in campionato e se la squadra ha chiuso in una posizione valida per la fase principale della Champions. Le sezioni che seguono spiegano come si assegnano i punti e che cosa hanno fatto in concreto i giocatori rimasti sotto la soglia.

Quello che di solito si chiama permesso di lavoro è diviso in due passaggi. Prima la FA rilascia il GBE, con cui riconosce il giocatore come un calciatore d'élite che darà un contributo importante al massimo livello del calcio nel Regno Unito. Poi il club gli assegna un certificato di sponsorizzazione e il giocatore chiede il visto al ministero dell'Interno. È il ministero a concedere il permesso di soggiorno, ma senza GBE non si arriva nemmeno a quella domanda.

Dopo la Brexit, a partire dal mercato di gennaio 2021, il GBE serve anche ai giocatori con cittadinanza di un Paese dell'UE, e così uno spagnolo o un francese oggi affronta lo stesso esame di un sudamericano o di un asiatico. Senza GBE il club può tesserare il giocatore, che però non può giocare partite, né allenarsi, né disputare amichevoli. I criteri in vigore sono quelli 2026/27, applicati dal 15 giugno 2026, e tutti i punteggi di questo articolo vengono da questa versione. La FA prevede di pubblicarne una versione rivista prima del mercato estivo 2027.

Anche senza presenze in nazionale, un titolare dei cinque grandi campionati arriva a 15 punti

La prima cosa che la FA guarda è la percentuale di presenze in nazionale. Se il Paese è fra i primi dieci della classifica FIFA aggregata dalla FA, il nulla osta è automatico per chi ha giocato almeno il 30% delle partite della sua nazionale, di norma quelle ufficiali, negli ultimi 24 mesi, oppure negli ultimi 12 per i giovani nati dal 1º gennaio 2005 in poi. Per i Paesi dall'11º al 20º posto serve il 40%, dal 21º al 30º il 60%, dal 31º al 50º il 70%. Dal 51º posto in giù il passaggio automatico non esiste.

Chi non lo ottiene viene valutato su sei voci, e con 15 punti o più passa. Danno punti anche la percentuale di presenze in nazionale, i minuti nelle competizioni continentali, la posizione in classifica del club precedente e il suo cammino nelle coppe continentali, ma a spostare di più il totale sono la fascia del campionato del club e i minuti giocati in campionato.

FasciaCampionati principaliPunti per la fascia del campionatoPunti per i minuti in campionato
Fascia 1Premier League, Liga, Serie A, Bundesliga, Ligue 112Da 12 a 6, fino allo scaglione 30-39%
Fascia 2Prima divisione portoghese, Eredivisie, prima divisione belga, Brasileirão, Championship10Da 10 a 4, fino allo scaglione 30-39%
Fascia 3MLS, prima divisione argentina, Liga MX, Süper Lig turca, Premiership scozzese8Da 8 a 2, fino allo scaglione 30-39%
Fascia 4J1 giapponese, seconda divisione spagnola, 2. Bundesliga e altri, 13 campionati in tutto6Da 6 a 1, fino allo scaglione 40-49%
Fascia 5K League 1, Serie B, League One e altri, 11 campionati in tutto4Da 4 a 1, fino allo scaglione 60-69%
Fascia 6Tutti gli altri2Da 2 a 1, fino allo scaglione 80-89%

I punti per la fascia del campionato scattano se nei 12 mesi precedenti alla domanda il giocatore è andato almeno una volta in distinta con quel club in una partita di campionato o di coppa continentale. Quelli per i minuti toccano il massimo dal 90% in su e calano di un punto per ogni scaglione di dieci punti percentuali, quindi un punto in meno fra l'80 e l'89%, due in meno fra il 70 e il 79% e così via. Sotto l'ultimo scaglione indicato in tabella non si prende nulla. I giovani possono ricevere punti anche per l'esordio in prima squadra, e conta solo il più alto fra questo punteggio e quello dei minuti.

Un giocatore dei cinque grandi campionati che ha passato i 12 mesi precedenti alla domanda nello stesso club arriva a 18 punti anche con il 30-39% dei minuti, 6 per i minuti e 12 per la fascia, e più gioca, più punti prende. Con 12 mesi nello stesso club prima della domanda e almeno il 90% dei minuti, un giocatore del Brasileirão, campionato salito in fascia 2 con la versione 2026/27, arriva a 20 punti. Uno della J1 giapponese, salita anch'essa in fascia 4, si ferma a 12.

Sotto i 15 punti restano la commissione per le eccezioni e i posti ESC

Un giocatore con un punteggio fra 10 e 14 può finire davanti alla commissione per le eccezioni se il club dimostra che, senza circostanze eccezionali, sarebbe arrivato a 15. La commissione è composta da tre persone, fra cui un presidente giurista, e anche quando raccomanda di concedere il nulla osta, la FA non è obbligata a farlo. Dopo un rifiuto, il club non può ripresentare la domanda di GBE per quel giocatore nella stessa sessione di mercato, salvo che la sua situazione cambi. Per i giovani nati dal 1º gennaio 2005 in poi la pratica può arrivare alla commissione per un potenziale fuori dal comune, anche se mancano i punti.

Per chi resta comunque sotto esiste una via speciale, i posti ESC, riservati ai giocatori d'élite. Dalla versione 2026/27 sono limitati ai nati dal 1º gennaio 2003 in poi, e il club deve dimostrare alla FA che il giocatore è d'élite e darà un contributo importante. Un club di Premier può averne al massimo quattro alla volta, e il numero dipende fra l'altro dalla quota di minuti giocati da calciatori convocabili dall'Inghilterra.

Chi non aveva i punti è passato dalla commissione per le eccezioni o da un prestito all'estero

Quando Diego Costa, ex Atlético de Madrid, firmò con il Wolverhampton nel settembre 2022, la sua prima domanda non arrivò a 15 punti. La stampa dell'epoca indicò come motivo le poche presenze in nazionale. Il club chiese che il caso passasse alla commissione per le eccezioni e, dopo l'esame, il permesso alla fine arrivò. Costa era svincolato da gennaio di quell'anno, quando era stato rescisso il suo contratto con l'Atlético Mineiro, in Brasile.

Nell'estate 2021 il Brighton acquistò Kaoru Mitoma e lo girò in prestito all'Union Saint-Gilloise, in Belgio. Un giornale locale scrisse allora che con quel prestito si sperava che il giocatore maturasse i punti necessari per il permesso di lavoro e potesse giocare in Inghilterra.

Un titolare dell'Atlético ha buone possibilità di raggiungere la soglia di punti della FA

Nella Liga ogni club può tesserare in prima squadra, di norma, al massimo tre extracomunitari. In Inghilterra ogni giocatore straniero viene esaminato singolarmente per il GBE. I cinque grandi campionati sono messi a confronto nell'articolo sulle regole per gli extracomunitari.

Per esempio, un giocatore che passa dall'Atlético alla Premier riceve 12 punti per la fascia del campionato se nei 12 mesi precedenti alla domanda è andato almeno una volta in distinta in una partita di Liga o di coppa continentale. Se anche nella stagione precedente è andato almeno una volta in distinta in Liga e la squadra ha chiuso in una posizione valida per la fase principale della Champions, si aggiungono 5 punti per la classifica del club precedente, 6 se ha vinto il campionato, e si arriva a 17 o più. I punti per i minuti e per il cammino in Champions si sommano a parte.

Condividi